Visualizzazione post con etichetta università. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta università. Mostra tutti i post

mercoledì 25 febbraio 2026

Economia


Oggi per me ultima lezione di aggiornamento professionale sui temi europei, si parlava di interventi statali in economia con il prof. Marco Leonardi e altri.

mercoledì 18 febbraio 2026

Europa e Regioni

 


Nuovo corso di aggiornamento. Oggi si parlava di Europa e Regioni.

mercoledì 11 febbraio 2026

Europa sociale


Altra settimana, altri crediti da conquistare. Si avvicina l'obiettivo annuale della formazione professionale obbligatoria. Oggi si parlava di Europa sociale.

mercoledì 4 febbraio 2026

Sanità

 


Altra settimana, altri crediti obbligatori da conquistare. Oggi si parlava di Sanità e di diritto alla Salute.

mercoledì 28 gennaio 2026

L'Unione Europea

 


Prosegue il corso di aggiornamento professionale sui temi dell'Unione europea.

mercoledì 21 gennaio 2026

Difesa europea


Anche oggi corso di aggiornamento professionale obbligatorio.  Si parlava di Difesa Europea e ReArm EU. Mi ha colpita come, rispetto agli anni precedenti,  sia cambiato tutto nella mentalità degli studenti, una volta tutti pacifisti e contestatori e oggi che parlano di reclutamento e deterrenza.

mercoledì 14 gennaio 2026

Integrazione europea


Oggi in Università a prendere i primi crediti formativi dell'aggiornamento professionale obbligatorio dell'anno nuovo. Si parlava di integrazione europea, della Difesa, del ritorno alla politica di potenza, del ruolo dei nazionalismi, delle idee di Trump e della fine del mondo multipolare.

mercoledì 5 marzo 2025

La dimensione sottomarina


Mattina in università Bicocca, dove si discuteva della dimensione sottomarina. Crediti per giornalisti e avvocati ma coinvolti anche molti studenti. Hanno spiegato l'importanza del mare, delle risorse in esso contenute (dal cibo alle terre rare), degli studi che alcuni Stati stanno facendo, della difficoltà di intervenire a grandi profondità e dopo certi limiti anche dell'impossibilità di intervento, della questione dei confini in acqua e di come non sempre siano definiti, di come cambia la percezione in fondo al mare, delle strumentazioni tecniche di supporto e delle normative.

mercoledì 5 febbraio 2025

Tutela dell'Ambiente


Un altro pomeriggio in università per l'aggiornamento professionale.
Oggi si parlava di tutela dell'ambiente.

mercoledì 29 gennaio 2025

Le istituzioni europee


Anche oggi in Università alla conquista dei crediti per l'aggiornamento professionale.
Si parla di istituzioni e forme di governo italiane ed europee.
Tra i relatori anche un prof. della New York University.

lunedì 27 gennaio 2025

Il Mercato Unico Europeo

In Università alla conquista dei crediti per l'aggiornamento professionale.
Tra i relatori c'è Enrico Letta che spiega il suo rapporto sul Mercato Unico europeo e l'importanza di essere grandi per poter essere competitivi a livello globale.


venerdì 7 giugno 2024

L'evoluzione della Radio


Oltre agli apparecchi radiofonici, è interessante vedere come è cambiato l'ascolto della radio nel tempo, anche per l'arrivo di piattaforme diverse che offrono musica e programmi.



mercoledì 14 settembre 2022

In Università a discutere di lotta alle mafie con gli studenti


Tra le cose belle di questi giorni movimentati, c'è stato il ritorno all'Università.

Una giornata a discutere con gli studenti di lotta alle mafie e di cosa fa e cosa può fare la politica per combattere le mafie.


sabato 5 maggio 2018

L'educazione e la libertà delle persone

Questa mattina all'Università Cattolica si è parlato di social media e, oltre a docenti universitari di comunicazione e televisione, tra i relatori c'era anche l'Arcivescovo di Milano Mario Delpini, che ha detto che l'educazione ha sempre a che fare con la libertà, nel senso che bisogna educare le persone affinché siano libere e non solo come formazione votata al successo professionale, ma anche nel senso che abbiamo bisogno di regole ma il fatto che ci siano non esula dal rischio di sbagliare. I social media in particolare, secondo Delpini, hanno la potenzialità di favorire l'individualismo e sequestrare l'individuo in modo da renderlo manipolabile per trasformarlo in cliente.

sabato 21 gennaio 2017

La Commissione Parlamentare Antimafia a Milano

La Commissione Parlamentare Antimafia è tornata a Milano per due giorni di audizioni e per una presentazione di un dottorato di ricerca dell’Università Statale.
Due giornate intense che si sono aperte con una visita al carcere di Opera, dove si trovano i detenuti in regime di 41bis, per completare un’indagine sul funzionamento di questo modello di carcerazione. La delegazione della Commissione Antimafia, guidata dalla Presidente Rosy Bindi, si poi recata in Prefettura per un ciclo di audizioni con le forze dell’ordine e i magistrati per un aggiornamento sulle tante indagini aperte sulle realtà milanesi e del Nord Italia, dove sono state poste all’attenzione anche alcune vicende riguardanti i Comuni di Corsico, Cisliano, Melegnano e Tribiano.
L’ultima giornata della missione milanese, invece, si è svolta presso l’Università degli Studi, dove Rosy Bindi, insieme a Nando Dalla Chiesa e ai Rettori Vago e Manfredi, ha presentato il primo Dottorato di Ricerca in Studi sulla criminalità organizzata.
Un dottorato fortemente voluto dalla Commissione Parlamentare Antimafia, che metterà a disposizione dei dottorandi la propria documentazione e, grazie a cui, l’Università ha potuto ottenere anche un finanziamento da parte del Governo, composto da 13 settori di specializzazione per poter essere in grado di rispondere alle varie esigenze di chi vorrà intraprendere quel percorso (spesso si tratta di soggetti con profili molto vari, da chi desidera entrare nelle forze dell’ordine, a chi ambisce al giornalismo, a cooperanti di ONG, a chi andrà a lavorare in beni confiscati o a figure della Pubblica Amministrazione che si troveranno poi a dover cercare di contrastare la corruzione).
È il primo dottorato che nasce dall’interazione di più istituzioni: Università degli Studi di Milano, Università del Centro e del Sud Italia, Collegio dei Rettori, Commissione Antimafia, Governo, associazioni e anche Regione Lombardia (che ha erogato 50mila euro per una borsa di studio).
Rosy Bindi ci ha tenuto a ricordare l’impegno della Commissione Antimafia sul fronte della formazione: nei mesi scorsi, infatti, si erano già svolti incontri nell’Università della Calabria e anche all’Università Statale di Milano perché “le mafie si evolvono – ha affermato la Presidente – e anche chi vuole combattere la mafia deve studiare per adeguare i propri strumenti per poter ottenere dei risultati”.
Nando Dalla Chiesa ha rivendicato l’importanza di esser riusciti a far diventare gli studi antimafia degli studi a pieno titolo e non più dei percorsi minori, “segno che oramai viene riconosciuta la gravità della situazione e non la si nega più”, ha commentato il professore, che ha poi sottolineato come a partecipare e ad interessarsi di questa materia siano in prevalenza le donne.
Il Presidente della Conferenza dei Rettori, Manfredi, ha evidenziato l’importanza di creare delle competenze diffuse sul tema del contrasto alle mafie ma anche – proprio grazie al nuovo dottorato - di poter dotare le persone di una preparazione specialistica, mentre Rosy Bindi ha detto che è necessario “laicizzare l’antimafia: per tanto tempo la lotta alle mafie è stata patrimonio quasi esclusivo di associazioni e movimenti civici mentre ora c’è la necessità che diventi un impegno civile di tutti e per questo è importante la formazione”. “Nella storia del nostro Paese c’è anche la mafia e bisogna saperlo se la si vuole combattere – ha affermato Rosy Bindi – e quindi bisogna studiarla a partire dalle scuole”.

mercoledì 23 novembre 2011

Questo è un Paese per giovani

Oggi pomeriggio all'Università Cattolica di Milano si è tenuto un bellissimo incontro di giovani, organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio, dal tema "Questo è un Paese per giovani. O almeno potrebbe diventarlo", in cui studenti di diverse esperienze e culture si sono confrontati su problemi di grande attualità, portando le loro esperienze e le loro storie. 
Oratori e pubblico erano interamente giovani (dai 20 ai 30 anni circa). Ad aprire il pomeriggio è stata Elisa Coviello del quartiere Marassi di Genova, che ha portato un'importantissima testimonianza di come è stato vissuto l'alluvione (con una versione profondamente discordante da quella presentata dai media), di come la normalissima pioggia del mattino si è trasformata inaspettatamente in qualcosa di tremendo e di come i due torrenti, sempre passati inosservati, si siano rivelati in tutta la loro pericolosa potenza sorprendendo le persone. Il racconto si è fatto appassionante nella descrizione dell'arrivo dei giovani a Genova per ripulire la città dal fango, della forza della solidarietà che ha unito le persone e bellissime erano le immagini dei cartelli di ringraziamento per l'aiuto ricevuto appesi dai genovesi ai negozi e alle finestre.
Louisse Glassier, invece, ha spiegato l'operato dell'associazione Naga, nell'aiuto alla gestione dei profughi arrivati in Lombardia a causa della recente guerra in Libia e degli iter burocratici con cui le persone che arrivano in Italia si trovano a fare i conti, senza la certezza che questo possa garantire loro un futuro nella legalità qui o altrove.
 
Virginia Invernizzi ha poi fatto un interessantissimo resoconto di come vive ed è organizzata la comunità cinese di Via Paolo Sarpi a Milano, della difficoltà di interagire con i non cinesi ma anche delle tenaglie amministrative che sono state applicate in quei luoghi e che, di fatto, hanno aumentato i problemi (esplosi poi nella rivolta dello scorso anno).  Per interagire con i bambini di quella comunità cinese (ma anche di altre comunità in altri quartieri), Sant'Egidio ha realizzato la Scuola della pace, di cui Virginia Invernizzi ha illustrato le modalità operative, l'idea di fondo di favorire il dialogo e l'incontro e da cui sono nate anche importanti amicizie tra i ragazzi che vi insegnano e le famiglie dei bambini che arrivano (famiglie che molto spesso necessitano di aiuto per comprendere la nostra lingua e di un tramite per comprendere regole e realtà italiane a loro estranee e per le quali i ragazzi fanno da mediatori culturali, diventando veri e propri punti di riferimento per esse).
L'intervento conclusivo è stato dell'affascinante Rascea El Nakoury, "una musulmana italiana": ragazza bellissima, dagli occhi grandi, il velo rosa sulla testa, dai tratti somatici "stranieri" ma nata e vissuta sempre in Italia e, ora, impiegata in banca, che ha raccontato della sua difficile vita da "doppia". Per tutti Rascea è una straniera solo per i suoi tratti somatici, anche se è nata e vissuta in Italia, anche se parla l'italiano meglio degli stessi italiani, anche se si sente più a casa sua in Italia che nel Paese d'origine della sua famiglia e, a causa della nostra legislazione, la è anche per lo Stato (con la conseguenza che fino ai 18 anni ha avuto necessità di un visto anche solo per andare in gita scolastica; sorte che capita anche oggi a tutti i ragazzini nati qui ma da genitori stranieri). Rascea El Nakoury ha messo in evidenza anche la necessità di essere "bravi il triplo" per farsi strada ed essere accettati dagli altri italiani e di faticare per superare quella visione un po' stereotipata che vede tutti gli stranieri come bisognosi di aiuto e non come protagonisti dei loro diritti (lei stessa è impegnata per aiutare gli altri in difficoltà stranieri e non).
Ne è seguito un appassionante dibattito tra ragazzi.
A colpire è stata la perfetta competenza mostrata dalle persone intervenute e dalla padronanza completa degli argomenti che hanno scelto di trattare (anche perché alcune erano storie vissute sulla propria pelle), facendolo molto meglio di come lo avrebbero fatto tanti adulti e risultando anche particolarmente interessanti e mai noiosi.
Colpisce anche l'assenza degli adulti (come sempre agli eventi organizzati e gestiti dai giovani ma la stessa cosa si verifica anche al contrario) e questo un po' spiace perché questi ragazzi (e probabilmente anche altri) hanno davvero tanto da dire e da insegnare ai loro coetanei ma anche a persone più grandi. Per chi lavora nel mondo dell'associazionismo, il confronto avviene in altre sedi e ad altri livelli perché, ovviamente, per operare in terreni così complessi come quello dell'integrazione e delle politiche per l'immigrazione occorrono sinergie con realtà molto grandi. L'impressione, però, è che il mondo degli adulti usi male questi ragazzi e li lasci soli in eventi belli come lo è stato quello di oggi, per utilizzarli magari come contorno e far recitare loro un copione ammorbidito per altre iniziative che servono a loro, un po' come delle figurine appiccite lì per far vedere che c'è anche la rappresentanza giovanile. I giovani pensano, ragionano, agiscono e sanno farlo anche molto bene ma c'è bisogno che gli adulti sappiano cogliere questo spessore che arriva dal mondo giovanile e non che si agisca come mondi separati che, ogni tanto, si incontrano per caso.