sabato 19 ottobre 2019

Le mafie al Nord

Al Circolo PD Quarenghi di Milano si è parlato delle mafie al Nord. 
Claudia Peciotti, responsabile giustizia e lotta alle mafie per il PD regionale, ha tracciato il quadro delle presenze e delle attività mafiose sui nostri territori, ripercorrendo anche le inchieste che si sono susseguite e segnalando la necessità di mettere la legalità al centro dei comportamenti che si tengono. 
Federico Ferri ha focalizzato l'attenzione sul Municipio 8 di Milano e ha chiesto che il PD faccia attenzione a ciò che avviene sui propri territori e sia pronto a cogliere i segnali che possono indicare la presenza di fenomeni mafiosi e dare informazioni e supporto alle possibili vittime. 
Il senatore Mirabelli ha spiegato quanto le mafie siano presenti e pericolose al Nord nonostante si vedano poco e cerchino di darsi una parvenza di rispettabilità, creando scarso allarme sociale, mentre invece è importante che i cittadini acquisiscano consapevolezza per riuscire a sconfiggere le mafie. 

domenica 13 ottobre 2019

Festa di Niguarda

Questa mattina a Niguarda alla festa del quartiere con gli spazi dei commercianti, le associazioni, gli artisti e dove gli assessori Granelli e Maran hanno presentato il progetto di riqualificazione di Piazza Belloveso previsto dal Piano Quartieri e il nuovo sistema di Alert per avvisare i cittadini sulle esondazioni del Seveso.

sabato 12 ottobre 2019

Viscom 2019

Oggi pomeriggio a Viscom Italia 2019, la Fiera della Comunicazione Visiva, ad un convegno sulle norme che regolano la pubblicità outdoor con le associazioni di categoria e con le imprese che operano nel settore.

martedì 8 ottobre 2019

La democrazia e le sceneggiate

Non sono contraria al taglio del numero dei parlamentari. Sono contraria alla sceneggiata che ha fatto in piazza M5S per festeggiare l'approvazione della legge. La sceneggiata di oggi è stata irritante: è stata una scelta comunicativa certamente, ma la comunicazione è anche sostanza. Con la sceneggiata di oggi, M5S equipara di nuovo il ruolo del parlamentare a quello dell'occupare poltrone (non a caso erano lì con le forbici e le poltrone sullo striscione e si parla di "risparmio") mentre invece fare il parlamentare dovrebbe essere un modo di rappresentare i cittadini all'interno delle istituzioni. Sul Parlamento e sul lavoro parlamentare si basa la democrazia del nostro Paese. Se in M5S pensano che fare i parlamentari sia solo occupar poltrone invece che lavorare nell'interesse dell'Italia e dei cittadini e guadagnarsi gli stipendi forse farebbero meglio a non farsi neanche eleggere e lasciare il posto a chi lavora e non "occupa poltrone".

venerdì 4 ottobre 2019

Valore Acqua

Questa mattina a Milano all'incontro "Valore Acqua" in cui si è discusso degli effetti dei cambiamenti climatici e della necessità di cambiare i nostri comportamenti e di investire risorse in modo da creare un sistema più sostenibile e rispettoso del Pianeta.

domenica 22 settembre 2019

Giorni di assemblee PD

Tre giorni di assemblee nei circoli PD dove si è discusso e ci si confrontati sugli eventi che si sono susseguiti dall'estate ad oggi e che hanno cambiato completamente il quadro politico.
Tre luoghi diversi - Rogoredo, Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo - con persone diverse e dove le questioni nazionali si sono intrecciate alle problematiche locali.
Ma tre giorni in cui si è ribadito con forza che la priorità del PD in questo momento è quella di comprendere le ragioni per cui si è scelto di dare vita al Governo Conte Bis e la necessità di concentrarsi sulle cose da fare nell'interesse dei cittadini, affinché dall'alleanza di Governo si possa costruire un'alternativa al fronte sovranista, che non è ancora stato sconfitto e che, se non dovesse funzionare il nuovo Governo, potrebbe tornare più forte di prima.
Siamo in una fase difficile, in continua evoluzione, che si può gestire se il PD resta unito. La scissione fatta come una mossa puramente tattica non aiuta ma, anzi, indebolisce il PD e rischia di rendere fragile l'equilibrio su cui si regge il Governo e pregiudicarne il raggiungimento degli obiettivi. Per questo c'è bisogno che il PD non si ripieghi su se stesso e in una discussione tutta autoreferenziale su chi è dentro e chi è fuori ma vada avanti e si occupi di dare risposte alle istanze dei cittadini, rimanendo ciò che voleva essere: un luogo aperto per culture diverse che convivono e si confrontano nell'interesse del Paese.

giovedì 19 settembre 2019

Le parole sono importanti


Oggi in Anci per prendere un po' di crediti per la "formazione continua" obbligatoria per giornalisti (in questo caso, insieme agli avvocati). Si è parlato dell'importanza del linguaggio e della necessità di fare attenzione all'utilizzo che se ne fa, soprattutto nel mondo della comunicazione e dell'informazione.

domenica 8 settembre 2019

Le mafie e l'antimafia

Oggi alla Festa dell'Unità alla presentazione del libro di Attilio Bolzoni sulla vicenda di Montante (Confindustria Sicilia). Una vicenda che ha portato a riflettere sull'utilizzo dell'antimafia da parte della stessa mafia e della necessità di studiare i cambiamenti delle mafie, che oggi si presentano con modalità e azioni profondamente diversi dal passato, per essere in grado di riconoscerle e contrastarle.

giovedì 5 settembre 2019

Il lavoro del PD per la lotta alle mafie

Stasera alla Festa dell'Unità si è parlato di lotta alle mafie, in un bel dibattito organizzato da Federico Ferri, del Dipartimento Legalità del PD Milanese, con ottimi relatori. Claudia Peciotti, della Segreteria Regionale, ha aperto l'incontro con il ricordo del Generale Dalla Chiesa e ha raccontato il grande lavoro che sta facendo con il PD della Lombardia sul tema del contrasto alle mafie e per la legalità in raccordo con gli eletti nelle istituzioni, i territori e le associazioni. Nando Dalla Chiesa ha spiegato la situazione delle mafie in Europa e la totale impreparazione degli altri Stati in materia di contrasto alle infiltrazioni criminali. Franco Roberti, già Procuratore Nazionale Antimafia e oggi eurodeputato del PD, ci ha ricordato gli impegni contenuti nella Carta di Milano sul contrasto alle mafie e ha spiegato come il PD abbia fatto un grande lavoro su questo fronte. Franco Mirabelli ha sottolineato come molti territori facciano ancora fatica ad ammettere la presenza delle mafie e ha spiegato che le mafie ormai vanno combattute a livello internazionale perché sono internazionali; mentre, guardando al nuovo Governo, il senatore ha detto che dovrà dare subito il segnale che si ricomincia a fare la lotta alle mafie perché il governo giallo-verde ha fatto passare il messaggio che la legalità non sempre è un valore e addirittura può essere un problema.

sabato 24 agosto 2019

Gli obiettivi e la volontà politica

M5S vuole farlo un Governo con il PD?
Il PD vuole farlo un Governo con M5S?
Si parte da qui, dalla volontà politica. Se non c’è questo alla base, il resto è aria fritta, prendere tempo e, soprattutto, prendere in giro i cittadini e il Presidente della Repubblica, che si era già mostrato piuttosto irritato per la situazione in essere.

Guardando alle vicende e alle troppe dichiarazioni uscite in questi giorni si evince che tutte le forze politiche stanno giocando una loro partita tattica con due obiettivi principali: 1) uscirne bene, 2) scaricare le colpe di qualunque cosa agli altri.
L’obiettivo di fare un Governo non è emerso in alcun modo.

Il PD in tutte le sue dichiarazioni ufficiali ha sempre parlato di “voto come via maestra” accompagnato da un “provare a vedere se c’è una maggioranza per dar vita a un Governo” per “senso di responsabilità” e su richiesta del Presidente della Repubblica e, dopo aver messo chiari paletti per l’avviare la trattativa, ha parlato di “andare a vedere le carte”, “provare”, “no a un Governo a tutti costi”. Tutte parole che nei fatti implicano che l’obiettivo primario non è il Governo ma valutare le opzioni.

Il PD ha poi chiesto perentoriamente un “Governo di svolta” rispetto al precedente e posto chiari paletti. Tutti legittimi e bene ha fatto il Segretario ad annunciarli prima dell’avvio delle trattative ma è un po’ curioso che vengano ribaditi a trattative in corso perché è segno che qualcosa non va. In generale, Zingaretti fa dichiarazioni importanti che restituiscono forza, dignità e vigore al PD ma sembrano più orientate ad una imminente campagna elettorale che non alla formazione di un Governo.
Del resto, che Zingaretti, il suo stretto giro e anche un altro pezzo del PD ambisse al voto era cosa nota. 

M5S parte da un problema: dopo la fine rovinosa del Governo giallo-verde in conseguenza alla pesante sconfitta alle elezioni europee, il Movimento - in una logica normale - avrebbe dovuto rimuovere Luigi Di Maio e, invece, lo ha confermato e sostenuto. Difficile capire se per incapacità, per calcolo o perché obbligati a farlo ma Di Maio è il primo ostacolo alla trattativa con il PD e di questo gli esponenti del Movimento dovrebbero esserne consci.
Di Maio non vuole il PD, non lo ha mai voluto e ha anche necessità di rilanciare se stesso dopo il disastro precedente per cui è ovvio che insiste ad alzare l’asticella della trattativa fino a renderla vana.
Il problema iniziale era il “taglio dei parlamentari” (e pensare che un Governo si rende necessario per evitare l’aumento dell’IVA che peserebbe sulle tasche dei cittadini, per scrivere una manovra economica che l’Europa sorveglia e gestire i conti pubblici!), superato quello ci si è incartati sulla figura di Giuseppe Conte ma se non ci fosse stato il problema di Conte ne avrebbe creato un altro perché l’impressione è che Di Maio (e parte di M5S) l’accordo con il PD non lo voglia proprio trovare.

Insomma, da queste giornate, pare proprio che l’obiettivo delle forze politiche in campo non sia arrivare a un Governo: al massimo, il Governo è un obiettivo secondario.
Uscire dalle trattative con i paletti uguali a quelli con cui si è entrati (cosa emersa sia dalle dichiarazioni del PD che da quelle di Di Maio) vuol dire che la trattativa non è mai partita o è finta.
Se l’obiettivo fosse davvero quello della formazione di un Governo giallo-rosso si è partiti con interlocutori e argomenti sbagliati da parte di tutti.

Resta sullo sfondo anche un’altra domanda. Ci sarebbero altre forze politiche che si sono dichiarate disponibili a sostenere un eventuale Governo giallo-rosso e che sui social network e nelle agenzie di stampa lanciano appelli a PD e M5S affinché trovino un compromesso.
Perché queste forze politiche non sono coinvolte nella trattativa? Perché si è lasciato il pallino in mano esclusivamente a due partiti che, palesemente perseguono obiettivi diversi? Se queste forze politiche hanno la volontà di sostenere un Governo diverso, dovrebbero entrare in campo, infilarsi nella trattativa e provare a determinarne gli esiti, non limitarsi ad appelli via web.

Per arrivare ad un Governo è necessario un confronto con le forze interessate a farlo e la discussione deve proseguire alla ricerca di compromessi e mediazioni per arrivare ad un punto comune.
Altrimenti stiamo perdendo tempo e ci si prende in giro.