venerdì 1 aprile 2022
domenica 20 marzo 2022
A Milano quello che resta dell'auto della scorta di Falcone
A Milano in questi giorni si può vedere quello che resta dell’auto blindata su cui viaggiava la scorta di Giovanni Falcone al momento della strage di Capaci.
È importante che sia arrivata anche nel centro della nostra città, a ricordarci cosa sa essere la mafia, cosa sono stati gli anni delle stragi e il coraggio di chi ha combattuto e ancora combatte le mafie.
sabato 19 marzo 2022
Fermate la guerra
All'Arco della Pace ad una bellissima manifestazione per chiedere che la guerra in Ucraina si fermi.
sabato 12 marzo 2022
Il mondo dei vivi
Dopo giorni e sere che, a parte le cose di lavoro, guardo e leggo solo la guerra, oggi ho avuto bisogno di tornare a vedere come va nel mondo dei vivi e, a parte le molte bandiere della pace appese a balconi e a negozi che richiamavano al fatto che la pace non c'è, mi sembrava che per molti la vita scorresse come sempre tra shopping, caffè, gelati e collezioni primavera.
Speriamo che arrivi la primavera e poi anche l'estate, per tutti.
lunedì 31 gennaio 2022
Con la rielezione di Mattarella, il Parlamento ha ripreso centralità
Personalmente sono contentissima della conferma di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica.
Non vedo la rielezione di Mattarella come una sconfitta o una sconfitta della politica. Piuttosto, vedo che il Parlamento si è ripreso una centralità che non aveva più.
Certo, lo ha fatto più per spirito di autoconservazione che non per nobili intenti ma era difficile trovare soluzioni diverse con Draghi in campo di fatto. Contrapporre altri nomi a Draghi sembrava fargli uno sgarbo mentre eleggerlo Presidente della Repubblica voleva dire far crollare tutto il resto... Senza contare che molti nomi fatti in questi giorni non erano nemmeno all'altezza e non avrebbero potuto reggere ad un confronto con Draghi.
Mattarella garantisce tutti, anche Draghi e le sue ambizioni.
Con la riconferma di Mattarella ha vinto l'Italia, molto più delle ambizioni dei singoli.
I cittadini hanno espresso più volte attestati di stima e affetto a Mattarella e molte organizzazioni avevano fatto appello affinché restasse.
Magari si sarebbe potuti arrivare a Mattarella diversamente, senza il rotolare pericolosamente di questi giorni ma non credo che questo sia dovuto alla classe politica in generale: a sembrare inadeguati sono stati i leader che nei giorni scorsi sono andati a fare le trattative senza aver dietro nessuno, senza tener conto di come la pensavano i loro partiti o gruppi. Questo ha portato al trascinarsi delle cose in questi giorni.
C’è da dire, però, che è un Parlamento complicato, in cui tutti i gruppi sono scomposti e in cui dominano interessi contrapposti. Era oggettivamente una situazione difficile.
Il centrodestra si è schiantato nel trovare soluzioni diverse, nel centrosinistra sono stati più coperti e i problemi sono stati evidenziati meno.
Il PD ne è uscito bene: l’attendere che l’evolversi delle cose, il non affannarsi alla ricerca di inutile visibilità, il non buttare nomi nella mischia ci ha consentito di arrivare fino in fondo.
Ne esce bene anche Enrico Letta che finalmente si è messo in ascolto del suo partito e dei suoi colleghi in Parlamento e ha saputo intestarsi la loro richiesta.
Credo che sarà un problema, invece, l'enfasi della narrazione mediatica di questa vicenda e il fatto che ci sia arrivati così trascinati.
Sono convinta che i giornalisti debbano esser liberi di fare il loro mestiere ma anche che debbano farlo bene. Le dirette continue televisive, invece, spesso sono state segnate da chiacchiericci, eccessi, ricerca di scoop improbabili con corse dietro ai politici di turno per estorcere una dichiarazione, per avere un nome o sapere se l’accordo c’era e ogni volta che non si trovava un riscontro positivo la si buttava sui soliti discorsi qualunquisti del teatrino della politica che perde tempo, che è incapace ecc. Questa narrazione è utile a fare ascolti perché altrimenti le trasmissioni televisive sarebbero noiosissime: tenere tante ore una diretta di niente non è facile. Ma tutto questo, spesso, finisce per alimentare risentimento, sfiducia e acrimonia nei cittadini che guardano e che da lì si formano le opinioni e di alcuni dei quali si possono leggere poi gli sfoghi sui social network.
martedì 11 gennaio 2022
Ciao David
Per me, David Sassoli ha rappresentato molte cose.
David è stato un punto di riferimento importante, un grande giornalista, capace di mettere sensibilità in un mestiere diventato spesso cinico.
Da Presidente del Parlamento Europeo ho apprezzato molto il suo impegno per riportare i valori al centro di ogni iniziativa politica. Sono qualità che oggi si vedono raramente in chi sta ai vertici.
Ciao David.
martedì 23 novembre 2021
Quando c'era Berlinguer
Serata al Teatro della Cooperativa a Niguarda, dove è stato trasmesso il film "Quando c'era Berlinguer", con la Fondazione Quercioli, Abitare, il senatore Franco Mirabelli e in collegamento Walter Veltroni.
Un film bello, che racconta la storia di un importante esponente politico del nostro Paese che è rimasto nel cuore di tante persone e che ha segnato la storia della sinistra e non solo, fatto vedere attraverso immagini, racconti di chi lo ha conosciuto e ci ha lavorato insieme, dalle interviste televisive e dai documenti storici della vita dei partiti.
Un film in cui appaiono anche tanti temi che, nonostante siano passati molti anni da quando c'era Berlinguer, sono ancora in discussione oggi, come i diritti delle donne e il loro non rimanere recluse in casa, la tecnologia per usi buoni o cattivi ma anche l'Europa, i rapporti con i partiti politici degli altri Stati e la collocazione dell'Italia nel mondo occidentale.
domenica 21 novembre 2021
domenica 7 novembre 2021
La bella vittoria elettorale
Il lavoro della campagna elettorale del Partito Democratico e del Circolo PD Rigoldi di Niguarda è stato premiato: abbiamo sostenuto 4 validissimi candidati, è stato eletto Giorgio Bettoli (che ora è anche capogruppo del PD in Municipio) e gli altri si sono piazzati ai primi posti tra i non eletti, ricevendo moltissimi consensi.
È stato fatto un grande lavoro da parte di tutti, circolo, candidati, simpatizzanti e siamo riusciti a suscitare l’interesse anche di molte realtà attive nel quartiere e questo per noi è motivo di grande gioia ma anche di grande senso di responsabilità, perché ovviamente adesso questi mondi si aspettano anche di essere rappresentati e speriamo di poterlo fare al meglio.
Il clima che abbiamo respirato in questa campagna elettorale è stato certamente molto positivo, più delle altre volte: quando le persone prendevano i volantini spesso manifestavano consensi verso il Sindaco Sala e sorridevano anche a noi; con qualche difficoltà quando magari si andava a toccare problematiche rimaste aperte come buche nelle strade e sui marciapiedi, assenza di parcheggi, traffico, cantieri aperti e mai finiti. Complessivamente, però, si percepiva una certa vicinanza.
Quello che ha stupito è stata l’entità del risultato perché credo che nessuno si aspettasse una vittoria così ampia e così diffusa nella città.
Io credo che molto sia stato legato all’effetto trascinamento: chi votava Sala e il PD tendeva a farlo su entrambe le schede, a meno che non ci fossero particolari conoscenze rispetto ad altri candidati per cui si potesse prefigurare qualcosa di diverso. Resta il fatto che il PD è stato riconosciuto come l’unico partito serio e anche riconoscibile dagli elettori, che infatti ci hanno premiati. A Milano e non solo il PD è il primo partito.
Questo ci consente di essere molto contenti ma non possiamo fermarci a questo: da qui in avanti occorre lavorare per dare seguito al mandato che hanno conferito gli elettori e impostare le politiche che determineranno il futuro della nostra città e dei nostri territori. Il risultato non deve essere qualcosa su cui sedersi ma un punto da cui partire e che ci sproni a costruire progetti utili per la cittadinanza e, politicamente, mi viene da dire, anche per fare in modo che il consenso ottenuto non sia volatile ma si consolidi in vista anche delle prossime scadenze che avremo e che si intrecciano con la dimensione nazionale e regionale.
Sul piano nazionale, le belle vittorie ce le siamo goduti poco perché poi le cronache politiche sono state riempite da altro, come la vicenda della Legge Zan e i primi approcci alla discussione sul prossimo Presidente della Repubblica. Ora, però, si andrà a discutere della Legge di Bilancio e, quindi, di temi economici che, seppur difficili, avranno un forte impatto sulla quotidianità delle persone, soprattutto di quelle che in questi anni di pandemia hanno sofferto di più la crisi che ne è seguita.
La pandemia sta producendo anche uno strano strascico di eventi non proprio positivi: da tempo le nostre strade si sono riempite di manifestazioni di protesta. Durante i mesi del lockdown erano proteste contro le chiusure, erano mondi che chiedevano di ripartire a cui si sommavano altre pretese e atteggiamenti più velleitari. Oggi sono manifestazioni di chi protesta contro il green pass a cui si sono spesso infiltrati altri soggetti portatori di altre istanze non sempre dichiarate. Anche oggi a Milano, per il sedicesimo sabato consecutivo, ci sarà una manifestazione e non è neanche chiaro dove. Francamente, io credo che sia ora di finirla di lasciare le strade della città in ostaggio di queste cose, anche perché mi pare che il mondo sia andato più avanti rispetto alle motivazioni dichiarate della loro protesta. Rimane il fatto che in questo periodo si sono anche aperte delle ferite nella società e qualcuno evidentemente sfrutta il disagio sociale per altri scopi.
La nostra città ha saputo cambiare durante la pandemia, reinventarsi: con Expo eravamo diventati una città europea, meta di visitatori internazionali per ragioni professionali e turistiche; con la pandemia abbiamo valorizzato maggiormente gli aspetti legati alla solidarietà, alla prossimità, alla vicinanza (sia fisica, con l’idea della città a 15 minuti che di reti di welfare per dare supporto a chi è andato in difficoltà).
Da qui si riparte verso nuovi obiettivi.
lunedì 13 settembre 2021
Scriviamo insieme il futuro di Niguarda
Finalmente, dopo un lungo periodo di videoconferenze e di messaggi scritti o di piccole iniziative, ci siamo ritrovati in tanti, in presenza.
Per noi è stato un momento importante e abbiamo voluto un luogo importante, oltre che bellissimo, quale è Villa Clerici, che si trova nel cuore di Niguarda ed è nel cuore dei niguardesi.
Nelle scorse settimane, abbiamo cominciato a far vedere alcune delle idee per il futuro di Niguarda e alcune delle persone che avranno il compito di portarle avanti nelle istituzioni, se elette.
A Villa Clerici le abbiamo presentate ufficialmente, insieme ad esponenti importanti del Partito Democratico e ad alcuni rappresentanti delle realtà attive sul nostro territorio che in tutti questi anni hanno accompagnato il Circolo PD Rigoldi e hanno fornito spunti di riflessione e stimoli per lavorare per una Niguarda sempre più bella, più attrattiva e più vivibile.
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