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domenica 2 febbraio 2014

Expo: il progetto, le trasformazioni urbane, il lascito alla città e la legalità negli appalti

Manca poco più di un anno all’avvio ufficiale di Expo 2015 che vedrà Milano e la Lombardia protagoniste e le porterà a confrontarsi con gli altri Paesi su tematiche importanti per il futuro del Pianeta.
Expo sta portando alla città di Milano e al territorio circostante delle grandi trasformazioni che lasceranno il segno anche dopo l’evento.
Di questo, del progetto Expo, delle trasformazioni che sta apportando nel territorio milanese e di cosa resterà a manifestazione conclusa, ma anche di come prevenire e contrastare il rischio di infiltrazioni mafiose negli appalti si è parlato domenica 2 febbraio, presso l’Auditorium Ca’ Granda a Milano in un incontro organizzato dal circolo PD Prato-Bicocca in collaborazione con il PD della Zona 9 di Milano sul tema “Expo 2015: ieri, oggi e domani”. Qui il video dell'incontro>>
L’incontro coordinato da Gianandrea Abbascià (Circolo PD Prato-Bicocca), è stato aperto da Mariangela Rustico (Coordinatrice PD della Zona 9), la quale ha segnalato come anche il territorio della Zona 9 e i suoi siti siano interessati dalle trasformazioni e dai progetti di riqualificazione in vista del grande evento del 2015. Del progetto di Expo, dell’importanza dei temi che verranno sviluppati ha parlato invece Maurizio Martina (Sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole con Delega ad Expo), il quale ha ribadito che la manifestazione può essere una grande occasione per il rilancio di Milano nel mondo, data l’ampia partecipazione di tutti i Paesi all’interno dei padiglioni. Expo – secondo Martina – può fungere da motore del cambiamento tanto auspicato per il nostro Paese, ridare una prospettiva e spingere per l’innovazione necessaria oltre che per mettere in risalto le qualità italiane e far parlare del nostro Paese in modo positivo, uscendo dalle polemiche spicciole del quotidiano. Di grande occasione che parte da Milano ma che è utile a tutta l’Italia ha parlato anche Ada Lucia De Cesaris (vicesindaco di Milano), definendo Expo come un possibile modello da utilizzare e valorizzare. “Con Expo siamo partiti in ritardo – ha affermato il vicesindaco – ma è importantissimo perché può mettere in moto dei principi di riqualificazione profonda per il nostro territorio” e, per quanto riguarda più specificatamente la Zona 9 di Milano e per il progetto del Gasometro in Bovisa l’idea è che possa diventare un polo importante per la ricerca e per collegare quel mondo al mondo del lavoro, mentre altre realtà come ad esempio l’Isola e Porta Nuova stanno cominciando a vedersi già più definite. “Occorre immaginare uno sviluppo del territorio per tappe - ha chiarito il vicesindaco - e le strutture utili verranno mantenute anche dopo la manifestazione”.
Per Lucia De Cesaris, tuttavia, serve “vision” e capacità di aprire agli investimenti stranieri: “Gli altri Paesi guardano a Milano con grande attenzione e questo può essere sfruttato per il rilancio della città. Senza dimenticare che una grande partita è giocata sull’area metropolitana e sul recupero delle aree agricole del territorio che possono trovare nuova forza e nuovi mercati in cui esportare, per questo sarà necessario un grande lavoro con il distretto agricolo milanese per puntare alla valorizzazione dei prodotti”.
Per quanto riguarda il dopo-evento, il vicesindaco ha precisato che esistono già delle regole da rispettare riguardanti le volumetrie per l’edificazione e il fatto che il 51% dell’area occupata da Expo dovrà diventare un parco; tuttavia ci sarà una discussione su quali progetti e quali funzioni dovranno essere contemplate in questo.
Franco Mirabelli (Senatore e Capogruppo PD Commissione Politiche Parlamentare di Inchiesta sul fenomeno delle Mafie), ha segnalato come all’inizio ci sia stata una sottovalutazione dell’evento e di come non si sia compreso che il tema dell’alimentazione sarà decisivo per il mondo ed è più che mai necessario che si apra una riflessione sui modelli di produzione e di consumo. Expo, dunque, può far diventare Milano un punto di riferimento per la discussione sull’alimentazione e il confronto tra le tecniche di produzione e il mondo della ricerca.
Per quanto riguarda la Zona 9, Mirabelli ha ricordato che la Metro 5 esiste grazie ai finanziamenti stanziati per Expo in quanto è un’opera ad esso correlata e ha ribadito l’importanza del coinvolgimento anche del Parco Nord che da anni è sede del Festival della Biodiversità.
Parlando del lavoro svolto in Commissione Antimafia, Mirabelli ha evidenziato come Expo rischi di diventare un’occasione ghiotta anche per organizzazioni criminali e per evitare questo sono state messe in campo misure importanti e innovative: “Il fatto che ci siano già state 41 aziende interdette ai lavori significa che le norme adottate funzionano. È importante che le certificazioni antimafia arrivino presto in modo da escludere dagli appalti possibili soggetti pericolosi. Oggi si sta costruendo anche una banca dati informatica in grado di vagliare tutti i dati, sono riaperti i concorsi per l’ampliamento degli organici delle forze dell’ordine, sono stati siglati tre protocolli per la sicurezza e la messa in atto di un sistema di controllo per impedire l’inquinamento degli appalti che coinvolge tutte le istituzioni, tanto che i magistrati chiedono che venga esteso anche ad altri grandi eventi e all’ortomercato. L’esperienza di Expo, quindi, può fare da modello per la gestione degli appalti”.
Sul tema delle infiltrazioni mafiose, dunque, per Mirabelli, le istituzioni si sono attrezzate per tempo: al momento si è chiusa la fase di verifica di appalti e subappalti pubblici e ora serve avere la stessa attenzione verso ciò che faranno i Paesi ospiti nella costruzione dei padiglioni e nelle aziende che ci lavoreranno e anche su questi cantieri andranno fatte delle verifiche.
Expo, secondo il senatore del PD, può migliorare la vita di Milano, può aprire la città e può dare una mano a riagganciare la ripresa economica nel Paese.
A chiudere gli interventi è stata Arianna Censi (Coordinatrice Segreteria PD Milano e Città Metropolitana), la quale ha segnalato l’importanza del coinvolgere i cittadini su questi temi e sugli obiettivi che si sono fissati, aprendosi alle varie realtà e dialogando con le associazioni presenti, anche utilizzando il PD per aiutare a rafforzare l’azione comunicativa del lavoro svolto dal Comune. “Expo rappresenta la possibilità di raccontare le potenzialità del nostro territorio, la qualità dei nostri prodotti ma anche di rigenerare la pubblica amministrazione e questa occasione va colta”, ha ribadito Arianna Censi.

venerdì 11 maggio 2012

Serata al Circolo di Affori

Franco Mirabelli - Mariangela RusticoBella serata politica quella trascorsa mercoledì 9 maggio al Circolo Pd di Affori, dove - con Mariangela Rustico (coordinatrice Pd della Zona 9) e Franco Mirabelli (Consigliere Regionale) - si è discusso di Regione Lombardia e si è fatta una prima analisi dei risultati elettorali dei comuni della provincia di Milano.
Ad aprire la discussione è Mariangela Rustico che ha presentato un po’ il nuovo scenario a cui hanno dato luogo le elezioni amministrative, con 6 comuni già conquistati dal centrosinistra in provincia di Milano e molti altri che andranno al ballottaggio in forte vantaggio rispetto al centrodestra. “Il Partito Democratico ha tenuto bene”, ha commentato la coordinatrice del Pd della zona, ricordando che “rischiavamo un risultato molto più critico” data la forte ondata di antipolitica che tende ad equiparare tutti e a prendersela indistintamente con tutti. Diversa è la situazione del Pdl che si è frantumato, secondo Mariangela Rustico anche perché “non è un partito, non ha un’anima e gli elettori si sono sentiti tutti liberi”.
“C’è una crisi grandissima del centrodestra: non c’è più, non ha una leadership e un progetto credibile”, è stato il commento di Franco Mirabelli agli esiti elettorali. “Il fallimento del Pdl e della Lega non sono dovuti esclusivamente all’ondata di antipolitica e agli scandali di questi mesi”, ha sottolineato Mirabelli, segnalando che “c’è stato soprattutto un loro fallimento politico”. Un fallimento evidente in Lombardia, dove Pdl e Lega sono nati e hanno avuto maggior forza perché hanno cercato di farsi interpreti delle domande del Nord, di chi voleva liberarsi dall’apparato statale, dall’eccesso di burocrazia e anche dalle tasse. Un fallimento delle ricette proposte da Pdl e Lega per rispondere alle esigenze del Nord e senza le quali ora resta un vuoto e tocca al Pd riempirlo.
“Non è più il tempo di ipotizzare un partito del Nord o di rincorrere altri”, ha affermato Mirabelli, segnalando che “adesso dobbiamo mettere in campo un progetto nazionale in grado di rispondere alle domande del Nord”.
In merito alle vicende della Lega, il consigliere regionale, ha detto che quella in atto è una “faida profonda interna che non si ricomporrà” e, conseguentemente, tutto il campo del centrodestra dovrà ricomporsi e sarà diverso da quello attuale.
Guardando i dati elettorali, secondo Mirabelli, è preoccupante che vi sia un astensionismo così alto per delle elezioni in cui si vota per i sindaci: “il dato dell’astensionismo indica che c’è una distanza sempre più ampia tra i cittadini e le istituzioni”, ha commentato il consigliere. La crisi della politica ha coinciso ed è stata alimentata dalla crisi sociale e questo, per Mirabelli, si è tradotto in un non voto o nel voto al Movimento Cinque Stelle. Movimento quello dei grillini che Mirabelli ha ricordato che non va sottovalutato perché la loro vicenda ricorda molto gli inizi della Lega. “Noi dobbiamo togliere l’acqua di cui sia alimenta il movimento di Grillo”, ha chiarito Mirabelli, affermando che “provvedimenti come quelli sulla riduzioni dei rimborsi elettorali che si è votato in Parlamento o quello sulla trasparenza dei bilanci e sullo statuto dei partiti – che si spera vengano presto calendarizzati e approvati – vanno in questa direzione”.
Secondo Mirabelli c’è stato anche il tentativo di far passare l’idea che tutti sono uguali per voler rimuovere i fallimenti del governo Berlusconi ma, con questo voto, i cittadini hanno dimostrato chiaramente di sapere chi ha delle responsabilità per la situazione in cui siamo arrivati.
“Il centrosinistra ha conquistato comuni come Cernusco o Pieve Emanuele ed è arrivato al ballottaggio in luoghi dove fino a poco tempo fa era impensabile, come Legnano e Magenta”, ha commentato Mirabelli, segnalando che l’analisi dei risultati andrebbe fatta tenendo presente che a questa tornata elettorale si sono presentate numerose liste civiche legate al Pd per dare maggiore forza ai candidati e che, comunque, in questo scenario, in cui “ci sono macerie ovunque, c’è un partito che tiene ed è il Pd e questo dobbiamo rivendicarlo ed esserne orgogliosi”.
“La crisi sociale ha provocato la crisi del sistema politico. – ha evidenziato Franco Mirabelli - Il risultato ottenuto dal Partito Democratico non va minimizzato: siamo in un sistema politico terremotato e dentro ad una crisi sociale che ha prodotto questo terremoto in tutta Europa. Nessun commentatore aveva previsto che il Pd avrebbe tenuto in questo scenario”. “Abbiamo retto, nonostante gli scandali Lusi e Penati, perché siamo un partito, perché non abbiamo cercato la risposta in un leader ma abbiamo cercato la partecipazione con le primarie e discutiamo (a volte anche troppo sui giornali) e questo ci fa essere un partito popolare, radicato sul territorio e da lì riusciamo a costruire un rapporto con i cittadini”, ha affermato il consigliere, rivendicando che “Dobbiamo scommettere sul Pd, il Paese deve scommettere sul Pd. L’alternativa a questo è il populismo, si chiami Grillo o Montezemolo”.
In un quadro in cui la politica fatica a trovare risposte nazionali e ad essere incisiva perché ci sono centri decisionali sovranazionali che scavalcano gli Stati, secondo Mirabelli, è facile che trovi spazio chi cavalchi le proteste e, nei prossimi mesi, cercheranno di colpire chi è rimasto in piedi e quindi il Pd deve essere preparato a questo. “Se non ci fosse stata la crisi, il disagio sociale e famiglie che sono passate dall’essere ceto medio al non avere più niente, non sarebbe stato così facile attecchire per l’antipolitica”, ha sottolineato Mirabelli.
In questo scenario, secondo il consigliere Pd, quattro sono le tematiche su cui puntare: innanzitutto occorre recuperare il tema della credibilità perché “non dobbiamo lasciare passare l’idea che siamo tutti uguali” e questo è possibile mandando segnali concreti come quello sul taglio dei rimborsi elettorali; poi un altro tema è quello della necessità di mettere mano al patto di stabilità per permettere ai comuni che hanno i soldi di usarli per finanziare progetti concreti e utili; una proposta da portare avanti è poi quella di utilizzare i soldi recuperati dalla lotta all’evasione fiscale per sostenere chi non ha reddito; e infine una riforma elettorale che vada verso il doppio turno alla francese (come previsto dal documento approvato dall’Assemblea Nazionale). Per fare tutto questo, secondo Mirabelli, ci vorrà del tempo ed è impossibile andare alle urne ad ottobre.
Venendo alle vicende della Regione Lombardia, Franco Mirabelli ha sottolineato che ormai si è esaurita la spinta propulsiva di Formigoni e il governatore resta chiuso nel palazzo e pensa solo a difendersi degli scandali che lo hanno travolto. La crisi di Formigoni coincide con la crisi del centrodestra ed è sicuramente una crisi morale, in quanto ci sono 8 assessori di giunte attuali o precedenti, scelti personalmente da Formigoni, che sono inquisiti e alcuni sono anche stati condannati o si trovano in carcere e, a questo, “non si può rimediare semplicemente con un rimpasto di giunta”, ha denunciato il consigliere Pd. Rimpasti che – ha segnalato Mirabelli - oltretutto, non sono stati fatti nel tentativo di rilanciare l’azione politica per la Lombardia, ma solo per sostituire delle persone arrestate o perché mancavano le donne (come ha stabilito il tribunale) e queste sostituzioni sono state fatte secondo logiche interne alle fratture della Lega e al congresso del Pdl.
La crisi morale si lega anche ad una crisi politica di quello che è stato un modello, un sistema di potere che è stato costruito in questi anni, secondo Mirabelli che ha segnalato come questo si veda anche in Consiglio Regionale dove tutto si regge su rapporti di scambio all’interno della maggioranza composta da Pdl e Lega (per cui vengono approvate legge incostituzionali come quella sul dare la precedenza agli insegnanti lombardi nelle scuole o la legge Harlem contro i negozi di kebab, ma vengono anche spartiti posti in Asl, ospedali e società). “Oggi c’è una maggioranza che non è in grado di dare niente alla Regione” ha commentato Mirabelli, ricordando che, invece, “la Lombardia, con le sue potenzialità dovrebbe essere la locomotiva per aiutare ad uscire dalla crisi”. Mirabelli, però, ha segnalato anche che, con questi risultati elettorali, è chiaro che il centrodestra resterà arroccato ancora di più in Consiglio Regionale perché Pdl e Lega non sono in grado di andare da nessun altra parte e, in caso di elezioni, potrebbero perdere tutto.
Mirabelli ha denunciato un sistema centralista di gestione e delle nomine che ha portato alla costruzione di un sistema opaco in cui scarseggia la trasparenza. Anche per questo, secondo Mirabelli, sarebbe necessario un limite ai mandati perché altrimenti il rischio di concentrare troppo potere su una sola persona per troppo tempo provoca delle degenerazioni.
“Oggi, l’unico posto in cui il centrodestra ha la maggioranza in Lombardia è il Consiglio Regionale e il fatto che, dopo questi risultati elettorali, Formigoni si sia affrettato a dire che la sua maggioranza è salda, non fa altro che contribuire all’aumento della distanza che c’è tra i cittadini e la politica”, ha commentato Mirabelli, segnalando che in questo modo, si rischia di dimostrare che “la politica sta da un’altra parte rispetto a quanto hanno chiesto i cittadini con il voto”.
Mirabelli ha precisato che il Partito Democratico, a breve, chiederà che Formigoni si dimetta da Commissario all’Expo e presenterà un’altra mozione di sfiducia al governatore ma, considerati i numeri in Consiglio Regionale, è difficile che passi. Merito del Partito Democratico in Regione, però, è quello di esser riuscito a tenere unite tutte le opposizioni e su questo occorre continuare a lavorare: “Dobbiamo essere bravi a costruire una proposta politica con un’alleanza tra le forze politiche e le forze della società civile che vogliono un cambiamento in Lombardia”. Mirabelli ha anche ricordato che la Regione è un’istituzione molto importante, dove si giocano le politiche per la casa, la sanità e altri settori chiave e su questo occorre fare iniziativa politica, mentre troppo spesso ci si è concentrati esclusivamente su Comune e Provincia. “Serve dare l’idea di una Regione diversa, non centralista e trasparente. Dobbiamo cominciare a dire cosa vogliamo fare e che il candidato presidente sarà scelto con le primarie. Serve anche avviare un percorso per cominciare a mettere insieme le competenze e far relazionare i vari mondi, per costruire una credibilità sui progetti che si vogliono portare avanti”, ha concluso Mirabelli.
 

mercoledì 18 gennaio 2012

Incontro in Zona 9 a Milano con Cornelli

Questa sera, in una riunione del coordinamento del Partito Democratico di Zona 9, è venuto a trovarci il segretario provinciale Roberto Cornelli, per aiutarci a dirimere alcuni nodi che ci siamo trovati ad affrontare e abbiamo approfittato dell’occasione per fare un po’ il punto sulle azioni politiche della nuova giunta milanese e di quello che ci aspetterà nei prossimi mesi.
Secondo Cornelli, la questione del decentramento sarà il cuore politico delle azioni per le zone e per il Comune.
La macchina comunale, negli ultimi 20 anni di governo del centrodestra, si è andata costruendo in una forma profondamente accentratrice e con una forte deresponsabilizzazione delle persone che si trovavano a gestirla: molti funzionari non sono abituati al rapporto con i cittadini e non è sufficiente avere dei bravi assessori per riuscire a cambiare in poco tempo tutto questo.
Il decentramento può essere la chiave per ricostruire un’azione amministrativa legata ai territori e disarticolando così la struttura centralizzata esistente.
Un’idea utile per rapportarsi alla nuova giunta, suggerita da Cornelli ai Consigli di Zona, è quella di cominciare ad elaborare progetti e poi di andarli a proporre ai vari assessorati, secondo la logica della “costruzione di un progetto diffuso” e questo va incominciato adesso se si vuole arrivare ad avere effetto nei prossimi anni e, per quanto riguarda la Zona 9, si potrebbe partire dalle tematiche della mobilità, della regolamentazione del traffico o della pedonalizzazione di alcune zone.
Cornelli ha poi ammesso che, forse, qualche problema di comunicazione c’è stato da parte della giunta e, anche le azioni positive che sono state intraprese sono emerse poco ma questo è perché è sempre più complicato comunicare per chi sta al governo rispetto a chi sta all’opposizione. Per il futuro, è bene che la giunta comunale impari a governare anche i processi comunicativi.
Infine, il segretario metropolitano del Pd ha espresso la necessità di rimettere al centro dell’agenda politica di Milano il tema della crisi economica perché questa, oltre a creare impoverimento, come conseguenza, genera rabbia e tensioni sociali sempre più forti tra i cittadini.
 

venerdì 13 maggio 2011

Un pomeriggio con Bersani

Mercoledì pomeriggio, il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani - in visita a Milano per supportare la campagna elettorale a sostegno di Giuliano Pisapia - è passato nella mia zona, nel mio circolo! Tempo fa era stata in Zona Rosy Bindi (ma non nel mio quartiere) e prima ancora c'era stato Fassino (anche in questo caso, in un altro quartiere), ma un segretario non lo avevano ancora portato proprio qui!
Un bellissimo e affollato incontro è stato quello con Bersani, avvenuto nel cortile della Casa di Alex (il locale accanto al nostro circolo Pd). Bersani ha sottolineato l'importanza della cooperazione, molto presente nel nostro territorio. Ad accogliere il segretario c'è stato Franco Tripodi, presidente della cooperativa Prato Centenaro – Sassetti, e i candidati del Pd per il Consiglio comunale e il Consiglio della Zona 9.
Bersani ha sottolineato l’importanza della battaglia politica che si sta combattendo a Milano e ha ricordato ai presenti quanto siano importanti proprio questi ultimi giorni, in cui ciascuno si deve far carico di avvicinare gli indecisi e parlare con loro, spiegando che c'è una incalcolabile differenza fra la Moratti (il centrodestra) e Pisapia (il centrosinistra).

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Bersani alla Casa di Alex - 11 maggio 2011


La giornata di Bersani si è poi conclusa in piazza Mercanti con un comizio finale.
Guardate il video del comizio di Bersani in Piazza Mercanti da YouDem>>>

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Bersani alla Loggia dei Mercanti - 11 maggio 2011