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sabato 22 settembre 2018

Il lavoro percepito come senza senso e inutile

E' un bell'articolo quello pubblicato sull'inserto del Corriere della Sera, che apre a riflessioni interessanti sulla società che cambia. Parla delle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro, dell'alienazione prodotta dall'automazione, della difficoltà psicologica che si può trovare nell'affrontare nuove professioni che, anche quando ben retribuite o di prestigio, lasciano un senso di frustrazione al lavoratore perché sembrano inutili. Non brutte o umili ma inutili (questo aspetto viene rimarcato più volte nel testo).
Non è consolatorio, però, leggere di essere in tanti e nei settori più diversi a pensare di fare cose inutili o prive di senso, anche perché non credo che le motivazioni siano tutte attribuibili alle trasformazioni del mondo del lavoro: leggendo ciò che i lavoratori raccontano del loro lavoro, infatti, si evince che i problemi sono altri (professionisti usati come passacarte per evitare che crescano, operatori sociali che vedono vanificati i loro sforzi da un sistema che poi fa ripiombare nel disastro chi si è tirato fuori, lavoro fatto passare per agile che in realtà non lo è)...
Poche le soluzioni: qualcuno dice di essersi rimesso a studiare, qualcuno racconta di aver trovato degli sfogatoi per sopravvivere meglio, altri hanno scelto di cambiare settore... cose che normalmente avvengono quando le soluzioni non ci sono.
Le previsioni, secondo l'antropologo, non sono buone: con l'automazione, il lavoro del futuro può diventare quello di fare i controllori delle macchine.
Magari una riflessione su quanto sta avvenendo nel mondo del lavoro è utile che inizino a farla anche altri, oltre agli antropologi, per evitare che i lavori nuovi siano solo questo.

sabato 18 ottobre 2014

Gli 80 euro

Quando Renzi ha annunciato che ci sarebbero state 80 euro in più in busta paga per i lavoratori dipendenti sotto un certo reddito, tutti hanno montato un casino pazzesco perché contestavano il fatto che quei soldi venivano dati solo ad una cerchia ristretta di persone, escludendone tante altre (dimenticando che non si trattava di un aumento di stipendio ma di una riduzione dell'IRAP).
Ora che Renzi annuncia che - in forma di detrazione - ci saranno gli 80 euro anche per le mamme entro un certo reddito, lo si contesta perché sarebbero meglio altre misure di aiuto.
A me fa piacere vivere in una nazione in cui ci sono così tanti esperti di economia che potrebbero prendere il posto dei Ministri in carica e mi spiace per loro che sono così poco considerati dai nostri governanti, perché se fosse stato per loro di sicuro avremmo già salvato l'Italia dalla crisi economica, risolto il problema della disoccupazione e magari anche quello della fame nel mondo.
(Una delle contestazioni più carine che ho sentito è che questa è una mossa per far contenti i cattolici perché si incentivano le famiglie a fare figli... come se 80 euro fossero sufficienti a mantenere un figlio).
Io mi limito a valutare le misure che i governi propongono per quello che sono e penso che una persona a cui viene data la possibilità di avere un po' di soldi in più, in tempi difficili come questi, è molto più contenta (fatti suoi se poi vuole spenderli o preferisce tenerli per altre esigenze).
Per anni, non abbiamo fatto altro che parlare di nuove tasse e siamo tutti devastati da una pressione fiscale ormai insostenibile, adesso abbiamo un governo fa delle manovre per lasciarci più soldi in tasca e non va bene lo stesso.
(p.s.: Gli asili nido di solito sono comunali)