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mercoledì 29 marzo 2017

Contro la violenza alle donne

Oggi alla Casa di Alex si è parlato di contrasto alla violenza sulle donne, della necessità di un'educazione improntata al rispetto e lontana dagli stereotipi che parta fin da piccoli, della capacità di cogliere i segnali lasciati da chi la violenza la subisce per offrire appigli e costruire una rete in grado di rompere quei meccanismi e della necessità di supporto e aiuto psicologico sia a chi la violenza la subisce che a chi la commette. 
Interessante l'intervento del magistrato Fabio Roia che ha raccontato le difficoltà delle donne vittime di violenza ad affrontare il percorso processuale perché spesso ancora provano dei sentimenti per la persona che hanno denunciato e perché faticano a riconoscersi come vittime, in quanto spesso non sono state credute o sono state colpevolizzate, e si chiedono piuttosto il perché di certi comportamenti da parte del compagno violento. 
Interessante il magistrato Roia perché ha chiarito che la persona da allontanare è il violento e non la vittima e le donne vittime devono stare nei centri preposti solo il tempo necessario ad allontanare chi ha fatto loro del male; senza dimenticare che, in caso di arresto, il soggetto violento deve essere seguito e aiutato perché altrimenti, quando terminerà la sua condanna, il rischio è che torni più violento di prima per vendicarsi. 
Sembra una banalità ma è la prima volta che sento dire ciò in un dibattito sulla violenza alle donne (e di dibattiti su questo tema ultimamente se ne susseguono molti).

martedì 28 maggio 2013

Il disinteresse delle donne per le altre donne

Spiace vedere che l'aula della Camera al momento in cui si discuteva della violenza sulle donne era semivuota. Non lo dico per rincorrere le idee sbagliate dei grillini che pensano che il lavoro degli eletti sia solo quello di occupare le aule, anche quando magari sarebbe più produttivo che facessero altro (sempre nell'ambito del complesso lavoro istituzionale che gli eletti si trovano ad affrontare). Lo dico in relazione all'argomento di cui si discuteva. Credo, infatti, che sia normale che nei momenti di "discussione generale" non tutti siano presenti, perché magari si occupano contemporaneamente di gestire altre questioni (sempre in ambito politico-istituzionale), perché non tutti sono tenuti a sapere tutto mentre è giusto che ciascuno sia presente nei momenti in cui si discutono cose di propria competenza e, ovviamente nei momenti di voto o di scelte dirimenti. Però i fatti drammatici che la cronaca ci riporta quotidianamente meritavano una riflessione collettiva e un segno di attenzione da parte delle istituzioni, della politica e degli eletti a rappresentarci e spiace vedere che invece questi non erano minimamente interessati. Così come spiace molto vedere le donne che, proprio in quel giorno in cui si parlava di un tema che le tocca così profondamente, erano altrove e più interessate a portare avanti i propri impegni personali volti a garantire la promozione di loro stesse invece che a rappresentare i cittadini e le cittadine che le hanno elette in sede istituzionale per portare avanti le istanze di interesse della collettività.